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Storia del Dipartimento

Dal Seminario giuridico fondato nel 1911 all'attuale DSG Dipartimento di Scienze Giuridiche - Department of Legal Studies.
Fotografia dell'Archivio storico dell'Università di Bologna

L’Istituto Giuridico

All’indomani del secondo conflitto mondiale l’Istituto era destinato a cambiare ancora una volta la propria denominazione: l’aggettivo "politico", affiancato a "giuridico" quando si progettava di creare la Facoltà di Scienze Politiche, venne soppresso nel Consiglio di Facoltà del 31 marzo 1949.
L’inadeguatezza della sede dell’Istituto Giuridico si ripropose anche negli anni successivi. Del resto la Facoltà, consapevole della temporaneità di tale soluzione, ritenne che fosse ormai giunto il momento di dare una sistemazione definitiva al proprio Istituto che, per la sua dotazione in costante e rapido accrescimento e per il numero dei frequentatori, del pari in aumento, era tra i primi in Italia. I lavori di ampliamento portarono il Giuridico a confinare con l’Istituto di Applicazione Forense. Per questo la Facoltà, unanime, accolse la proposta del prof. Cicu di trasferire quest’ultimo, con tutti i suoi arredi, al piano terreno, collocando contestualmente l’Istituto di cui era Direttore in quei locali in cui si trovava il Forense,
Il 22 maggio 1954 ebbe luogo l’inaugurazione ufficiale dei nuovi locali dell’Istituto Giuridico con un ampio salone adibito a sala di studio nel quale trovarono collocazione, accanto alle opere di Diritto Civile e Commerciale, le annate del Foro Italiano e della Giurisprudenza Italiana, nonché i Codici e le altre opere in consultazione. Le altre stanze del primo piano vennero adibite alla custodia delle riviste e dei testi di diritto positivo. Al piano superiore furono collocate le opere delle materie c.d. storiche: Diritto Romano, Storia del Diritto Italiano, Diritto Comune e Diritto Canonico. In tutto la nuova biblioteca si articolò in una grande sala di lettura e in 25 stanze per docenti e assistenti, nelle quali la collocazione del materiale librario non sempre risultò del tutto funzionale, essendo spesso dettata da necessità contingenti di spazio.
Già due anni più tardi la direzione dell’Istituto manifestò ancora una volta la propria preoccupazione in ordine alla ristrettezza degli ambienti, ottenenendo dalle Superiori Autorità Accademiche l’assegnazione all’Istituto di tutti i locali adiacenti occupati dalla Facoltà di Lettere e Filosofia, non appena questi si fossero liberati. Gli anni passavano e il problema rimaneva irrisolto. Nel ’60 la Facoltà chiedeva, per l’ennesima volta, che le venisse assegnato integralmente lo stabile di via Zamboni n. 27/29 e la medesima istanza fu ribadita un paio d’anni più tardi.

L’Istituto Giuridico "A. Cicu"

In occasione della commemorazione della scomparsa del prof. Antonio Cicu, verificatasi l’8 marzo 1962, il Preside, prof. Enrico Bassanelli, propose di intitolare all’insigne civilista quell’Istituto Giuridico da lui fondato nel 1927 e diretto per più di trent’anni (1927-1962). All’approvazione della Facoltà fece seguito quella del Ministro della Pubblica Istruzione, Luigi Gui, e la necessaria modifica dell’art. 23 dello Statuto d’Ateneo, in cui si specificò che "presso la Facoltà di Giurisprudenza è costituito un Istituto Giuridico intitolato al prof. Antonio Cicu".
L’ormai imminente assegnazione dell’intero stabile in cui l’Istituto aveva e ha la propria sede consentì di eliminare temporaneamente la condizione di grave disagio in cui lavorava la maggior parte del personale docente e amministrativo della Facoltà e pertanto questa si espresse affinché le fossero immediatamente assegnati i locali più volte richiesti non appena fossero disponibili. Finalmente, il 4 agosto 1967 il Direttore dell’Istituto Giuridico, prof. Enrico Bassanelli, ottenne dagli uffici amministrativi dell’Università le chiavi dei locali già occupati dall’Istituto di Filologia classica.
Il 21 marzo 1968 la Facoltà, chiamata a esprimere il proprio parere sul piano triennale (1969- 1971) dell’edilizia universitaria, rinnovò la richiesta dell’intero palazzo in cui era ubicato l’Istituto per far fronte ai problemi suscitati dalla grave insufficienza dei locali destinati all’attività didattica e di ricerca e, al contempo, sottolineò l’esigenza di una inderogabile ristrutturazione dell’edificio in cui si trovava collocata la biblioteca.
Il 10 giugno 1976 la Facoltà si espresse su un "Progetto di una parte generale dello Statuto universitario", elaborato da un’apposita Commissione, che prevedeva ampi poteri regolamentari per le Facoltà e per gli Istituti, consentendo loro di far fronte alle proprie esigenze didattiche e di ricerca in modo tempestivo, senza la necessità di approvazioni esterne (artt. 13-17). Il progetto era diviso in tre parti dedicate rispettivamente alle strutture dell’Università, agli Istituti e alla potestà regolamentare. La parte dedicata agli istituti risultò essere la più ampia (artt. 6-12) e ciò non deve stupire, perché la Commissione aveva cercato di dare loro una regolamentazione unitaria, rimediando a un inspiegabile vuoto normativo. Di istituti si parlò fin dall’art. 1, laddove li si definì quali "organismi aventi il compito fondamentale di coordinamento tra ricerca e insegnamento e di collegamento interdisciplinare, nel pieno rispetto dei principi costituzionali". Nella sezione specifica si previde poi un’articolazione dell’Istituto Giuridico in tre organi: l’Assemblea, il Consiglio Direttivo e il Direttore.
Al termine di un’animata discussione la Facoltà deliberò l’attuazione della normativa statutaria che prevedeva una duplice destinazione dell’Istituto Giuridico, destinato sia a funzioni di biblioteca sia di istituto finalizzato alla ricerca scientifica e alla didattica, con la conseguenza di riservare una parte delle sale alle attività facenti capo alle diverse cattedre.
Nella primavera dell’anno successivo si prospettò la possibilità di un ampliamento dell’Istituto Giuridico nei locali in cui aveva sede l’Istituto di Applicazione Forense, situati al piano terra di via Zamboni n. 27.
All’inizio degli anni ’80 si ebbe una revisione dello Statuto, ormai superato. Accanto all’abrogazione di alcuni articoli, si modificò l’art. 23, specificando che "all’Istituto Giuridico faceva capo il complesso unitario delle dotazioni librarie, necessario supporto per l’attività scientifica di docenti, ricercatori e studenti della Facoltà". La medesima norma intervenne anche sulla nomina del Direttore, che rimaneva attribuita al Rettore, ma solo previa designazione del Consiglio di Facoltà nella sua composizione allargata. La durata della carica era triennale e rinnovabile.
Nonostante l’attribuzione all’Istituto Giuridico dell’intero stabile di via Zamboni n. 27/29, negli anni ’80 il problema della mancanza di spazi congrui era ancora attuale, in conseguenza della crescita della Facoltà e degli iscritti, pertanto, dovendosi rendere libera in tempi abbastanza brevi l’area compresa tra via Belmeloro e viale Filoppanti, occupata dagli stabili della Facoltà di Medicina Veterinaria, il Consiglio di Facoltà, unanime, ne chiese e ottenne l’assegnazione al fine di dislocarvi una nuova sede dell’Istituto Giuridico, che fu inaugurata nel marzo 1995.
Si completò, contestualmente, una ristrutturazione dei locali dell’Istituto, culminata con l’apertura nel 1992 di due nuove sale di studio poste al piano terreno e intitolate l’una al prof. Carlo Arturo Jemolo e l’altra al prof. Giuseppe Caputo, alla cui direzione va il merito di aver perseguito tale obiettivo.

Il Dipartimento di Scienze Giuridiche "A. Cicu"

Il 23 febbraio 2000 il Consiglio di Istituto deliberò l’approvazione del Regolamento di funzionamento della Struttura, dal quale si evince altresì l’implicita modifica della denominazione da "Istituto Giuridico A. Cicu" in "Dipartimento di Scienze Giuridiche A. Cicu". Il suddetto regolamento fu emanato con Decreto Rettorale n. 78 del 10 agosto 2000, ove si stabilì che esso avrebbe prodotto effetti a partire dal primo novembre 2000, mantenendo in vigore in via transitoria e quindi prorogando nelle loro funzioni il Direttore, il Vice  Direttore e la Giunta dell’Istituto.
Sono attualmente in corso lavori di ampliamento della sede del Dipartimento, fortemente voluti dal compianto direttore prof. Giorgio Ghezzi, che porteranno a incorporare le aree della ex torre libraria della Biblioteca Universitaria.

Il DSG Dipartimento di Scienze Giuridiche - Department of legal Studies

Il 15 novembre 2012, nell'ambito della più ampia riorganizzazione degli Atenei italiani, viene pubblicato nel bollettino ufficiale dell'università di Bologna recante la modifica della denominazione del Dipartimento in: Dipartimento di Scienze Giuridiche, Department of legal Studies con acronimo DSG, mentre la biblioteca è denominata Biblioteca Giuridica Antonio Cicu.

Direttori del Dipartimento

  • 1911-1927 Prof. Francesco BRANDILEONE (Diritto canonico, Diritto ecclesiastico, Storia del diritto italiano)
  • 1927-1962 Prof. Antonio CICU (Diritto civile)
  • 1962-1975 Prof. Enrico BASSANELLI (Diritto agrario)
  • 1975-1976 Prof. Franco Nicola Alessandro BRICOLA (Diritto penale)
  • 1976-1979 Prof. Gaetano CASTELLANO (Diritto commerciale)
  • 1979-1984 Prof. Roberto BONINI (Diritto romano)
  • 1984-1985 Prof. Paolo COLLIVA (Storia del diritto italiano)
  • 1985-1991 Prof. Giuseppe CAPUTO (Diritto canonico)
  • 1991-1994 Prof. Vito Maria MANGINI (Diritto commerciale)
  • 1994-2005 Prof. Giorgio GHEZZI (Diritto del lavoro)
  • 2005-2012 Prof. Giulio ILLUMINATI (Procedura penale)
  • 2012    Prof. Giovanni Luchetti (Diritto Romano)